Il momento nel quale Francesco Modesto ha toccato il paradiso con un dito
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Crotone – Como. Quel momento quando hai la palla tra i piedi, in piena area di rigore. Potresti tirare ma non sei in posizione favorevole: fare gol non è mai stato il tuo punto forte, ne hai soltanto realizzati 10 in tutta la carriera. Vedi di fianco a te Palladino: lui, di reti, ne capisce. Dai la palla a lui, saprà cosa fare. E invece Raffaele stupisce: inventa un colpo di tacco sublime e ti fa ritornare quel pallone tra i piedi, solo davanti al portiere. La Curva Sud, a due passi, con tutto il resto dello stadio ha il fiato sospeso: la gara è ferma sullo 0-0 e non si sblocca, quei secondi sembrano interminabili. Ma capisci: è il tuo momento. Il momento nel quale Francesco Modesto ha toccato il paradiso con un dito.

Ma la nostra storia ha radici lontane. Francesco è un ragazzo di Crotone, classe ’82 e con la passione per il calcio. Ama la squadra della sua città, segue le sue partite allo stadio e si diverte a giocare con gli amici nel campetto sotto casa. In quegli anni, però, non c’era la cultura della crescita del vivaio e così il ragazzo, per poter inseguire il proprio sogno, è costretto a lasciare la sua città. Ma il colore rossoblù resta sempre impresso nel suo cuore. Si sposta poco più a nord, a Cosenza, dove fa la trafila del settore giovanile e si fa notare per le sue qualità: corsa, tocco di palla, carisma, tutto ciò che si poteva volere da un terzino di spinta. Inizia a macinare esperienza cono la maglia della Vibonese, in prestito, fin quando arriva l’occasione: tornare a Cosenza e giocare in Serie B, titolare. Luigi De Rosa ci aveva visto giusto. 

Ma in quella stagione, in Serie B c’è anche il suo Crotone. E lui, da professionista, è costretto a tornare nuovamente all’Ezio Scida, così come fatto per tante volte in Curva da bambino, ma come nemico. Gioca una grande gara, sfiora il gol ma questo non arriva. Ci pensa Mendil a segnare per i Silani ma Modesto non riesce proprio ad esultare, è più forte di lui. Modesto, Crotone col cuore, Cosenza con la maglia recitava uno striscione esposto dalla Curva pitagorica: nulla di più vero.

Poi inizia il giro d’Italia: Palermo, Ascoli, Reggina, la Serie A con Genoa, Bologna e Parma: una carriera in continua crescita. Ma con le orecchie puntate sempre al risultato del Crotone, suo unico grande amore. Siamo nel luglio 2014: Francesco è un tesserato del Padova ma, a causa del fallimento dei Biancoscudati, arriva la rescissione del contratto con il conseguente esser libero a parametro zero. In quel momento, è proprio il suo Crotone a bussare alla porta: dar vita ad una lunga storia d’amore, un altro crotonese che gioca con la maglia della sua città.

Francesco, un po’ avanti con gli anni, realizza uno dei suoi sogni: vestire i colori rossoblù ma, stavolta, quelli giusti. Quelli della squadra che tifava da bambino. Quelli del suo Crotone. Totalizza 13 presenze nella passata stagione, fermato da guai fisici. Soltanto 8, invece, quest’anno. Il tifo mugugna sul suo stato di forma, probabilmente si aspettava un rendimento più alto. Ma tu, con pazienza, aspetti che arrivi il famoso momento per il riscatto. La squadra della tua  città, della quale sei grande tifoso è ad un passo dalla Serie A ma non riesce ad avere la meglio di un avversario ostico, unico ostacolo tra lei e l’Olimpo del calcio. Questo è uno di quelli che sogni da quando sei ragazzino. Lo capisci quando Palladino, con quel colpo di tacco, ti serve un occasione d’oro. Tu sei Modesto, il crotonese che potrebbe regalare la storia alla tua città. Liberi il destro. Si gonfia la rete, sotto la curva dove tu stesso tifavi pochi anni fa. Il resto si perde nell’esultanza rabbiosa di chi, quel momento, lo brama da quando era bambino.

News Reporter
Sono l'amministratore di questo portale e curo tutto ciò che riguarda la programmazione. Da sempre ho la passione per il calcio ed il Crotone: per questo motivo ho scelto di aprire Kroton Page, affinché potessi condividere questo grande amore con tutti voi lettori.