Le sei domande da fare al Presidente Vrenna
24/10/2016
Simone Gentile (768 articles)
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Le sei domande da fare al Presidente Vrenna

Altra giornata di Serie A, altra figuraccia per il Crotone: un Napoli profondamente in crisi e con un uomo in meno riesce a ritrovare sé stesso nella sfida contro gli Squali, vincendo con una facilità disarmante e sottolineando ancora i limiti tecnico-tattici dei rossoblù. I ragazzi allenati da mister Nicola sono sempre più ultimi e con il passare delle giornata conquistano record di tutto rispetto: peggior avvio di sempre nella massima seria con minor punti raccolti (solo uno in nove giornate), peggior difesa e sempre più terra di conquista per gli avversari.

Di fronte numeri così catastrofici risulta inspiegabile il silenzio e l’immobilismo societario: non ci sono spiegazioni razionali sulle mancate prese di posizioni da parte di Vrenna, Ursino e tutti gli altri. Per questo motivo, ci piacerebbe fare diverse domande ai vertici di gestione del Crotone: non arriverà mai alcuna risposta per quanto queste possano essere scomode, ma mi piacerebbe comunque credere che quanto sto per scrivere possa far risvegliare qualche coscienza.

Perché mandare via Juric?

La più classica delle domande. Perché non sono stati fatti sforzi ingenti per trattenere l’allenatore che ha plasmato la squadra a propria immagine e somiglianza per poi guidarla alla storica promozione in Serie A? In una realtà piccola come la nostra l’efficienza del progetto gestionale deve essere al centro di tutto, così come la continuità con il futuro nella programmazione: ha senso iniziare un qualcosa con il tecnico croato per poi lasciarla a metà? Prendiamo il caso del Pescara: una squadra tecnicamente non superiore alla nostra (escluso qualche elemento, Aquilani su tutti) che però ha fatto di Oddo il perno della propria gestione; lui è l’elemento di congiunzione tra il passato in B ed il futuro in A: continuare con lui ha permesso a giocatori della passata stagione di digerire con maggiore facilità il salto della categoria, in quanto il sistema tattico e l’ambiente all’interno dello spogliatoio è risultato immutato. Difficile capire quanto fosse essenziale trattenere Juric ad ogni costo? Non vogliamo entrare nel merito del divorzio e né tanto meno avanzare delle ipotesi sui motivi per i quali è avvenuto: a conti fatti, qualsiasi essi fossero, non è stato fatto abbastanza.

Perché non siete stati in grado di gestire la questione stadio?

Altro punto scottante. Lo stadio andava ampliato? Certamente. Ma il Crotone era certo della promozione in Serie A praticamente da marzo: perché non iniziare subito i lavori? Bisognava fare tutti gli sforzi possibili per arrivare all’inizio del torneo con il nuovo Scida pronto, indipendentemente da possibili scontri tra burocrazia e Comune. È inoltre inaccettabile non aver avuto un piano B. Consapevoli delle difficoltà riguardanti l’ampliamento dello Scida (andiamo, lo sapevamo tutti, non giriamoci intorno) perché non si è pensato alla costruzione di uno stadio modulare invece che intestardirsi sulla Tribuna centrale? Anche qui, altro esempio: stadio Is Arena, Cagliari. Un impianto sportivo costruito totalmente attraverso tecnologia prefabbricata con capienza di 16500 posti, con un tempo di realizzazione di circa tre mesi: era così impossibile se si partiva da marzo? Qualcuno potrebbe obiettare sul costo dell’operazione: voglio soltanto precisare che l’Is Arena è costato 5.000.000 €, il doppio della fantomatica Tribuna Centrale senza copertura; prezzo troppo elevato? Ma allora cos’è venuto a fare Abodi con il progetto B Futura riguarndate proprio l’ampliamento dello Stadio? Parte dei fondi non doveva venire da lì? Mistero. Eppure bastava poco, molto poco.

Allenatore: perché ci avete messo tanto?

Ufficiale il triste divorzio con Juric, perché ci avete messo tanto a trovare un allenatore? È davvero così poco appetibile una piazza come Crotone? Forse. Ma è ugualmente inaccettabile aspettare fine giugno per ufficializzare un tecnico che, tra l’altro, aveva rifiutato la piazza diverse settimane prima. Dopo aver assistito ai brutti presagi dei rifiuti di chiunque (mancava soltanto quello dell’allenatore della Pergolettese) è al quanto ovvio aver preso soltanto chi è stato disposto a venire e non chi, come la società ha detto, è sempre stata la prima scelta. Perché altrimenti non si rilasciavano dichiarazioni precedenti dove si paventava la vicinanza dell’ufficializzazione dell’arrivo di De Zerbi e delle trattative con Brocchi o Grosso. Un po’ di onestà intellettuale, lo abbiamo già detto, non c’è nulla di male. È arrivato un tecnico con un pessimo curriculum con fallimenti in qualsiasi piazza ed una retrocessione dalla Serie A: sicuramente è questo che ci vuole per una piccola piazza in cerca di un miracolo, di un condottiero battagliero e di continuità con il passato. Alla prima esperienza in Serie A. Good job, men.

Ci si può salvare con giocatori che hanno fallito ovunque?

Continuiamo il pensiero precedente. Il ritardo dell’ufficializzazione del nuovo tecnico si ripercuote anche, inevitabilmente, sulle scelte di mercato. Perché le rose vengono fatte in base ai gusti dell’allenatore, al suo stile di gioco ed all’idea tattica da plasmare intorno alla squadra: ecco perché c’è stato tanto immobilismo nel mercato del Crotone, inizialmente. Mentre gli altri organizzavano il proprio ritiro con una rosa pronta o quantomeno prossima al completamento, noi ci perdevamo tra il valzer del toto-allenatore. E vi ricordo: sempre esordienti in Serie A, non in Lega Pro. Cose del genere posso aspettarmele dal Virtus Francavilla, alle prime esperienze tra i professionisti, ma non dal Crotone. Ecco perché più giorni passavano e più il mercato si complicava. Il budget tagliato dalla mancata vendita di abbonamenti e dalla spesa della Tribuna ha fatto il resto. Così ecco arrivare a Crotone giocatori di Serie B italiana, nel caso più fortunato, o portoghese (Simy, parlo di te): chiaramente insufficienti, non pronti per la categoria e che, a modo loro, non ne hanno neanche colpe dato che sono stati catapultati in una realtà più grande di loro. Nel caso più fortunato, invece, i grandi colpi di mercato sono stati…quelli che hanno fallito in Serie A, anziché in Serie B. Tonev, Falcinelli, Crisetig: giocatori che erano seconde scelte in squadre mediocre degli anni passati. Eppure, siamo competitivi, ci salveremo…

I risultati scarseggiano: perché tenere Nicola?

Se avete seguito il filo del ragionamento fatto fin qui, avrete ormai compreso come i motivi di questa figuraccia nazionale siano molteplici: dall’errata pianificazione societaria, alla cattiva gestione del mercato e del tecnico. Allo stato attuale delle cose però, che senso ha continuare su questa strada? Se c’è veramente la volontà di mantenere a categoria (ed arrivati a questo punto inizio a dubitarne fortemente) perché non si cerca di dare la scossa ad un ambiente atrofizzato cambiando il tecnico? Sia chiaro, non è soltanto colpa sua ma in questo momento è l’unica strada percorribile: nuovi giocatori non se ne possono prendere e per poterlo fare a gennaio sarà anche essenziale arrivare ad una situazione in classifica tale da lasciarci una piccola speranza di rimonta, altrimenti nessuno vorrà venire a giocare da noi. Nicola non ha palesemente più il controllo (sempre ammesso che l’abbia mai avuto) della situazione e la partita contro il Napoli ne è la prova: una squadra che si ritrova in superiorità numerica e due minuti dopo si fa far gol su calcio piazzato (come nel 90% dei casi in questa stagione, Davide ma vi allenate sugli schemi da palla inattiva?) denota una preoccupante mancanza di concentrazione e cattiveria. La mancata reazione rossoblù, sistematica di ogni partita ormai, fa il resto: la squadra non lotta, non ringhia, non morde, semplicemente aspetta di essere sbranata. Ottimo atteggiamento per una neopromossa, alla prima esperienza in Serie A. Ma non vi preoccupate: ci sono segnali incoraggianti…

Vrenna ma…hai capito di essere in Serie A?

Per quest’ultima, non credo siano necessarie ulteriori spiegazioni.

Simone Gentile

Simone Gentile

<p>Sono l’amministratore di questo portale e curo tutto ciò che riguarda la programmazione. Da sempre ho la passione per il calcio ed il Crotone: per questo motivo ho scelto di aprire Kroton Page, affinché potessi condividere questo grande amore con tutti voi lettori.</p>